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La religione nell'antica Mesopotamia

La Mesopotamia antica, al pari dell'Egitto, era caratterizzata da una profonda tradizione religiosa radicata nel politeismo e strettamente connessa ai fenomeni della natura. Le divinità venivano immaginate con sembianze umane e si credeva fossero incarnazioni delle potenze naturali. Ogni città aveva la propria divinità protettrice.

Spesso interpretavano i fenomeni naturali come messaggi divini, inviati per influenzare il destino dei popoli o anche di singoli individui. Pertanto, l'osservazione dei fenomeni naturali era molto praticata. In particolar modo la magia e l'astrologia.

Le divinità principali dei Sumeri erano Anu, Enlil ed Ea. Essi erano rispettivamente i simboli del cielo, della terra e delle acque dei fiumi. Ishtar, associata al pianeta Venere, rappresentava l'amore.

Gli Assiri erano profondamente devoti al dio Assur.

I Babilonesi, invece, veneravano il dio Marduk.

Oltre alle divinità, i popoli della Mesopotamia credevano anche all'esistenza di esseri demoniaci, entità maligne e crudeli descritte con caratteristiche spaventose, di cui tutti avevano una profonda paura.