La civiltà in Mesopotamia
La terra situata tra i fiumi Tigri ed Eufrate è nota come Mesopotamia, termine che significa "terra tra i fiumi" e fu un epicentro di diverse culture, popoli e civiltà.
Grazie al ricco sedimento depositato dalle alluvioni stagionali dei due maestosi fiumi, il limo, questa regione era incredibilmente fertile. Inoltre, la sua posizione geografica la rendeva un punto nodale per le rotte commerciali che collegavano l'Asia centrale, le zone asiatiche del Mediterraneo e l'Egitto.
La Mesopotamia era divisa in due aree principali:
- Babilonia
Situata nella regione meridionale prossima al Golfo Persico, Babilonia era nota ai Greci come Caldea, in tributo alla tribù fondatrice del secondo impero babilonese. Quest'area, densamente popolata, vantava diverse città importanti, come Babilonia e Ur, che conobbero periodi di splendore e declino. La prosperità delle città, derivante dalla fertilità del suolo, combinata con la mancanza di difese naturali, la rese spesso scenario di conflitti e invasioni. - Assiria
Situata nella parte settentrionale, l'Assiria si estendeva lungo le sponde superiori del fiume Tigri. Il suo paesaggio montuoso e meno fertile la rendeva naturalmente protetta dalle invasioni esterne. Le sue città, spesso fortificate, erano bastioni di difesa e tra le più eminenti si annoverano Ninive e Assur.
La regione tra i fiumi Tigri ed Eufrate vide l'ascesa e il declino di diversi popoli e culture che si alternarono nel controllo dell'area. Era un territorio molto ricco e fertile, senza alcuna protezione naturale dai pericoli esterni. Fu quindi teatro di numerose invasioni e guerre.
Nella regione della Mesopotamia, la civiltà mesopotamica ebbe origine con i Sumeri, evolvendosi successivamente attraverso le influenze dei Babilonesi e degli Assiri. Influenzò anche le culture dei popoli circostanti, tra cui Fenici, Ittiti e Persiani.
La Mesopotamia fu principalmente sottoposta al controllo dei Sumeri, un popolo dalla provenienza avvolta nel mistero. I primi insediamenti sumerici risalgono all'incirca al 3000 a.C. I sumeri guidarono un rinnovamento sia culturale che sociale che posero le basi per le civiltà future.
I Sumeri erano esperti nell'arte della scrittura cuneiforme e avevano un complesso codice di leggi. Tra le loro città di spicco si annoverano Ur, Lagasc, Uruk ed Erech. Le loro città erano indipendenti, con un proprio re e una propria cultura. Solo in rari momenti, una città sumera riusciva a prevalere sulle altre.
Intorno al 2380 a.C. la Mesopotamia venne invasa dagli Accadi, un popolo semitico forse proveniente dall'Arabia. Gli accadi si insediarono nella regione e conquistarono le città sumere guidati dal re Sargon. Fondarono un impero con la città di Agade come capitale. Gli accadi riuscirono a consolidare il loro dominio su vasti territori e a mantenerlo per più di due secoli.
L'invasione dei Gutei, un popolo nomade proveniente dall'altopiano iranico, pose fine al regno accadico intorno al 2200 a.C., ma la loro permanenza fu breve. Dopo essere stati scacciati, le città sumeriche avviarono un periodo di rinascita, noto come “epoca neosumerica”, segnato da importanti opere e dall'organizzazione politica.
I Sumeri riconquistarono il potere e la propria indipendenza. In questa nuova fase si impose per importanza la città di Ur. Tuttavia, il controllo sumero della Mesopotamia fu temporaneo. Subirono le invasioni dei popoli semiti Amorrei e dagli Elamiti.
Intorno al 2000 a.C. dalla fusione tra Sumeri e Amorrei nacque una nuova civiltà, che si sarebbe affermata su tutta la regione mesopotamica: i Babilonesi. Questo popolo proveniva dalla città di Babilonia, che divenne famosa anche con il nome di “Babele” come la chiamavano gli Ebrei.
Il primo impero babilonese (1730 - 1530 a.C.)
Tra il 1730 e il 1530 a.C., la Mesopotamia fu testimone della fioritura del primo impero babilonese. Al centro di questo periodo storico troviamo Hammurabi, sovrano dal 1728 al 1686 a.C., che rese la città di Babilonia la capitale di un vasto impero. Sotto la sua guida, Babilonia estese il suo dominio, annettendo le altre città mesopotamiche, tra le quali anche la città di Mari situata lungo l'Eufrate medio. Questa città, ben prima dell'egemonia di Hammurabi, aveva svolto un ruolo chiave come centro nevralgico di commercio e comunicazione.
Hammurabi è ricordato anche per un monumentale contributo giuridico: una stele incisa con un codice di leggi, simbolo della sua aspirazione a un governo equo e strutturato.
Nonostante le conquiste di Hammurabi, l'impero babilonese non rimase immune dalle sfide esterne. Gli Ittiti, un popolo indoeuropeo proveniente dall'Asia Minore, iniziarono a minacciare le frontiere babilonesi. Tuttavia, fu l'avvento dei Cassiti a rappresentare una svolta cruciale.
L'epoca dei Cassiti (1530 - 1100 a.C.)
Nel 1530 a.C. i Cassiti invasero i territori babilonesi, ponendo fine al loro predominio di Babilonia nella regione mesopotamica. I Cassiti conservarono il potere per oltre quattro secoli, senza però introdurre dei cambiamenti significativi nella cultura locale. Nel 1155 a.C. subirono l'invasione degli Elamiti che riuscirono a conquistare anche la città di Babilonia, ponendo fine al dominio cassita. Pochi decenni dopo i babilonesi guidati da Nabucodonosor I riuscirono a scacciare definitivamente gli Elamiti. Tuttavia, nel 1100 a.C. la regione venne invasa dagli Assiri, un etnia semitica originaria dell'alto corso del fiume Tigri, che invase la Mesopotamia conquistando le città della regione.
L'impero degli assiri (1100 - 612 a.C.)
Nell'arco di tempo compreso tra il 1100 e il 612 a.C., l'Impero assiro emerse come una delle principali potenze dell'antichità. Era un popolo dedito alla guerra e all'espansione territoriale. Nel 1100 a.C. conquistarono la città di Babilonia e i vasti territori della Mesopotamia sotto la guida di Tiglatpileser I. L'impero assiro mantenne il controllo dei territori con la forza per quasi sei secoli, sottomettendo le popolazioni locali. Tuttavia, nel 626 a.C. l'impero iniziò a vacillare dopo la morte di Assurbanipal, conosciuto dai Greci come Sardanapalo. I Babilonesi sfruttarono questo momento di instabilità e, dopo aver formato un'alleanza con i Medi, nel 612 a.C. conquistarono Ninive, ponendo fine al predominio assiro.
Sebbene Assiri e Babilonesi condividessero molti elementi culturali, gli Assiri erano noti per la loro natura bellicosa e aggressiva, mentre i Babilonesi si distinguevano per la loro propensione al commercio e un approccio più pacifico.
Secondo impero babilonese (612-538 a.C.)
Nell'arco temporale tra il 612 e il 538 a.C. si sviluppò il Secondo Impero Babilonese. Durante questi anni, Babilonia conobbe una fase di rinascita, soprattutto sotto la guida di Nabucodonosor II, che regnò dal 604 al 562 a.C. Sotto il suo dominio, Babilonia tornò a essere la città più importante della regione. La socetà guerriera degli assiri venne sostituita con una più pacifica e dedita alle attività commerciali. Tuttavia, il ritorno dei babilonesi non durò a lungo. Nel 538 a.C. Babilonia venne assediata e conquistata da Ciro, il sovrano persiano, che estese il suo controllo su tutta la Mesopotamia.
